Università serva a chi serve? Riprendiamo dalle dimissioni di Francesco Coniglione.

Sempre più burocrazia e tabellari inutili al Sapere e utili al mercato snaturano l’insegnamento e l’apprendimento stesso.

Tempo addietro un amico del blog ci ha portato all’attenzione la lettera del Prof. Francesco Coniglione, Ordinario di Storia della Filosofia e Presidente del CdL in Scienze dell’Educazione e della Formazione (Dipartimento di Scienze della Formazione) dell’Università di Catania.

Coniglione si dimette da Presidente del CdS per “irresponsabilità e cecità politico-governativa” di chi, appunto, ci governa.

Con lui siamo in molti a vedere come l’università, ma anche ogni scuola di ordine e grado, si stia prodigando contro ogni logica di senso a «formare degli obbedienti lavoratori che possano incastrarsi come utili rotelline» del mercato del lavoro, delle aziende che sempre più chiedono pezzi di ricambio umani aggiornati ai diktat economici. Laddove non c’è interessa per la formazione dell’uomo nella sua interezza non si può, ne ora ne mai, credere in un futuro diverso dall’alienazione delle capacità individuali né tantomeno diverso da quel baratro intellettuale cui si sta assistendo non inermi ma, quantomeno, conniventi nella maggior parte di noi.

Riprendiamo dunque il comunicato del Professore apparso sul sito dell’Associazione ROARS (Return On Academic ReSearch) perché non si spengano i riflettori di una questione mai risolta, spinosa e impietosamente attuale.

Spettatore di un inevitabile naufragio nel mare della complessità. Dimissioni da un disastro

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