È la poesia dell’assenza, della lacerazione del proprio animo, della diaspora da se stessi, la memoria, della perdita di senso delle parole quella di Guido Garufi (marchigiano, Macerata 1949) in “Fratelli”. Ma anche dello smarrimento cosmico, lo sgomento, la deriva del proprio io più intimo e segreto, e qui potremmo azzardare che sono sottintese le
Complete Reading