Il riso e il comico. Un excursus filosofico.

Non fatevi ingannare dalla copertina! Il libro si presenta come un testo di approfondimento su un argomento tutt’altro che banale con riferimenti e note che vanno a completare una dissertazione filosofica di gusto, lineare e ben comprensibile anche ai “non addetti ai lavori”.

Un excursus filosofico su ciò che porta al riso – al ridere – può sembrare ininfluente nel nostro quotidiano di studiosi o amanti della lettura filosofica ma in realtà cela l’assunto, apparentemente semplice, secondo cui ridiamo per le stesse ragioni per cui potremmo piangere. E non è cosa “da ridere”!

Pee Gee Daniel

Pee Gee Daniel

Infatti, come spiega l’autore, il riso è un’autodifesa, una forma di autoconservazione, un atto di estremo coraggio, è insomma una reazione pacifica alle brutture cui ci vediamo costretti a opporci. Come si può intuire, il testo affronta una parte intimamente personale dell’essere umano; il comico e quindi l’umorismo, ha una sua funzione sociale di cui non potremmo farne a meno. Va preso sul serio!

Il percorso del libro, parte dal riso della servetta trace davanti a Talete, riconosciuto come primo filosofo, che accidentalmente casca nel pozzo. Se posso permettermi di aprire qui una piccola parentesi per gli studiosi di Heidegger, si può rammentare al lettore che, per il filosofo tedesco, è esemplare l’aneddoto della servetta trace per definire la preminente natura della filosofia – scienza ontologica – che rivolge la propria ricerca a oggetti non svelati, differenziandosi proprio in questo delle scienze ontiche, il cui oggetto può dirsi svelato già prima dell’indagine. Questo appunto lo si può trovare enucleato ne “Il concetto di tempo” di Martin Heidegger.

L’indagine invece di Pee Gee Daniel, prosegue nel tentativo di appurare del riso, che è prerogativa squisitamente umana, la genesi fisiologica, quindi la psicogenesi.

Osando la confutazione del celebre saggio sul riso di Bergson, “Il riso. Saggio sul significato del comico” e avvalendosi tra le altre fonti del “Controdolore” di Palazzeschi, come di alcune tesi freudiane, all’interno si ribadisce l’esser del comico il retro della maschera del tragico.

Contrapponendosi anche ad autorevoli tesi come quella di Hobbes, che vedono aspetti della natura deteriore e schernitrice dell’essere umano, del comico qui si tenta di evidenziare altresì le modalità in cui si manifesta delineando quindi una via simpatetica ed una via democritea.

Sul finire del testo si vuol mettere in luce come, il riso, sia poi il tentativo tardivo di recuperare quella gioia di vivere propria dell’infanzia che, una volta assunte coscienza e pessimismi propri dell’età adulta, non può che essere rivissuta solo in maniera dimezzata, e solo attraverso una compromissoria elaborazione del dolore. Appunto personale vuole che vi dica che, il testo, è sì a carattere filosofico ma fruibile ai più come lettura di approfondimento sulla natura umana e le sue maschere.

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Il riso e il comico. Un excursus filosofico.

di Pee Gee Daniel

editore: Ed. Montag

anno: 2014

pagine: 154

ISBN: 9788868920388

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