Politica – Giù le mani dal Venezuela sovrano. NonQuotidiano diffonde e raccoglie l’appello di rete No War Roma.

RETE NO WAR SUL VENEZUELA: «I PAESI GUERRAFONDAI DELLA NATO – COMPRESA L’ITALIA –  CONTINUANO A SOSTENERE IL TERRORISMO DELL’OPPOSIZIONE DI DESTRA. CI DISSOCIAMO»

Premetto, a titolo personale, di non appoggiare nessun fondamentalismo politico o religioso che sia. Nessuna espressione è per me universalmente valida al punto da privare libertà alla libertà, di qualsiasi tipo esse siano sia le, appunto dette espressioni, che le libertà. Come qualcuno sa, il Venezuela e il suo governo – con i suoi pregi e i suoi difetti – sono per me amici ma, prima di tutto, si deve salvaguardare il popolo e la sovranità, sovranità che deve essere unicamente del popolo venezuelano tutto.

Simone  Caminada


COMUNICATO RETE NO WAR ROMA

In Italia il governo, i parlamentari, i media, accodandosi agli Stati uniti e sulla base di fonti del tutto di parte, hanno prese di posizione inaccettabili rispetto al Venezuela. Il segretario Pd Matteo Renzi – ed è solo un esempio fra tanti altri –  accusa Maduro di «distruggere libertà e benessere di un popolo che muore di violenza e di fame». Una volta di più, con la loro ingerenza, i politici e i media occidentali rischiano di rendersi corresponsabili della rovina di un paese.

Gentiloni, Renzi, Trump & C.: per voi il popolo venezuelano è rappresentato dall’oligarchia di destra e dagli incendiari di esseri umani? Da oltre 100 giorni, gruppi dell’oligarchia bruciano vive persone, uccidono, distruggono beni comuni, mettono a ferro e fuoco i quartieri, usano armi, provocano scontri con la polizia, rifiutano il dialogo.

La situazione del Venezuela non è facile, a causa di una guerra economica evidente oltre che del retaggio di cento anni di estrattivismo. Ma come potete dire che l’opposizione – dei ricchi – vuole pace e pane?

Come potete considerare “oppositori perseguitati” due golpisti di lunga data come Ledesma e Lopez, che non hanno  mai condannato i crimini contro l’umanità compiuti dagli squadroni dell’opposizione nei mesi scorsi?

Come potete parlare di “dittatura” in un paese dove si vota continuamente? Il 30 luglio, i venezuelani si sono recati in massa a eleggere un’Assemblea costituente, dopo oltre cento giorni di violenze istigate e perpetrate dall’oligarchia. Ma l’Italia ha già detto che non riconoscerà la Costituente.

Rete No War si dissocia dal governo e dai politici italiani. Come  piccolo gruppo attivo contro gli inferni provocati dai paesi dell’Asse della guerra Nato-Golfo, abbiamo un debito di riconoscenza con il Venezuela e gli altri paesi del gruppo Alba (Cuba, Bolivia, Nicaragua, Ecuador): un vero Asse della pace, attivo in tutte le sedi contro le guerre di aggressione e le destabilizzazioni messe in atto dall’Asse della guerra Nato-Golfo.

Rete No War Roma

A tutto questo, anch’io, Simone Caminada, mi dissocio prendendo le distanze sia dalle imposizioni militari che si sono susseguite nei mesi – spesso brusche sebbene più volte “cercate” – del governo Maduro, sia e più fortemente dalla penetrazione in uno Stato sovrano di agenti esterni così politicamente ed economicamente forti e di indole colonizzatrice come gli U.S.A., quella parte di Europa che l’appoggia e la nostra classe politica, non tutta per fortuna, che rimane china ai diktat e alle furie germaniche, di Obama prima e Trump a seguire. Spero come Fondatore di questa rivista NonQuotidiano di non essere il solo fra chi legge e chi vi collabora a vedere “del marcio” in molto di ciò che sta succedendo nel mondo.

di nuovo, Simone Caminada

Simone Caminada

Fondatore del blog NonQuotidiano. Maestro d’arte e studioso di filosofia, di arte e di storia contemporanea.

leave a comment

Create Account



Log In Your Account