Agip di Sannazzaro De Burgondi: Petrolio in fiamma e mal costume alle stelle.

Il quadro che si presenta in questa sola settimana, che puntualmente ricalca bene o male il canovaccio di tutte le altre, è triste. Provo a farne un breve resoconto e mi chiedo se l’uomo si merita davvero ciò.

Un paese, Sannazaro de Burgondi provincia di Pavia, è immerso nei fumi – sicuramente non totalmente nocivi – di una centrale di raffinazione del petrolio grezzo che ha avuto oggi un malfunzionamento, provocando uno dei “soliti” disastri ecologici di cui soffriremo per diversi anni a venire.

Continuamente il terreno nel centro Italia si muove creando disastri e provocando sconquassi nelle vite di chi abita in tutto il suo raggio d’azione.

I migranti affollano le coste e, chi non ce fa, i mari.

La Costituzione, unico porto sicuro della Penisola, così si poteva definirla fino a non molto tempo fa, più volte viene minacciata da burrasche partitiche, venti dell’economia in ripida discesa e governi (dichiarati illegittimi) che agonizzano di fiducia in fiducia e di decreto in decreto.

Il populismo più becero sfila nei talk show arrogandosi il diritto di dispensare parole adatte più alla politica che a gabbie di compensazione, quale è oggi il compito che devono assolvere quei poveri giornalisti, con i loro bei programmi preconfezionati, per tirare a campare.

A Piacenza pare che non si posso andare in bagno durante le ore lavorative in una certa azienda molto nota.

Medici, che dovrebbero avere a cuore la vita altrui, uccidono i loro pazienti con una premeditazione degna di una vecchia pellicola alla Hitchcock.

L’intolleranza xenofoba e omofoba che dilaga e fa proseliti, come si vede dagli ultimi casi che vengono segnalati. Ultimo ma non ultimo a Napoli pochi giorni fa in un bar lgbt.

E, a tal proposito, i social media sono il punto di sfogo dell’intolleranza più interessante; nel 2014 sono stati rilevati più di 700 casi, fra i post inviati. Per non parlare delle “condivisioni”. Ma, ovviamente, non viene esclusa anche l’islamofobia oltre ciò che già si è citato.

Bastano tre giorni di pioggia per far crollare ponti, case e autostrade. Non servono commenti, io credo.

Le banche puntualmente vengono assolte, un Padre Nostro e due Ave Maria, e il piccolo risparmiatore è così risarcito.

Donne che diciamo di amare, con una perfidia mostruosa le picchiamo, le maltrattiamo, le offendiamo fino alla vergogna e, se non le uccidiamo prima coi fatti le lasciamo morire nei loro cuori. Cara, io ti AMO (+ cuoricino)

L’Italia agli italiani. Roma ai romani, Venezia ai veneziani, Torino ai torinesi, Milano ai milanesi. Sannazzaro de Burgondi (il paesino sopra citato) ai sannazzardeburgondoresi?

Ragazzi, non è che forse il problema non è questo o quel governo ma l’incapacità di stare vicini e insieme?

Senza distinzione di razza, credo religioso, politico o calcistico, senza la corruzione, il malaffare, l’ingordigia affaristica, la volontà di essere giudici o dei, lo sfruttamento del sottosuolo o la cementificazione scellerata, insomma, senza tutto quello che di marcio abbiamo dentro, forse, potremo ritornare un giorno ad essere uomini fra gli uomini. Fosse solo un problema italiano, il mondo sarebbe un’isola felice. Per fortuna o purtroppo così non è.

 

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