Italia sovrana e popolare contro Meloni & Co.;   Uniamoci e (non) deflagriamo

Italia sovrana e popolare contro Meloni & Co.; Uniamoci e (non) deflagriamo

3 Agosto 2022 0 Di Simone Caminada

Per le prossime elezioni la sinistra si compatterà e poi? Se entrerà in parlamento unita, unita dovrà restare. Pena quei pochi -pochi- diritti acquisiti… e ancora non crollati.

Inutile dirsi già subito che questa tornata elettorale è fatta in modo perché i partiti dentro restino dentro e i partiti fuori e un po’ più deboli restino fuori.

In effetti nemmeno questa è la novità.

La novità, che già da anni è nella pratica quotidiana ma che solo ora potrà forse dare ufficialmente corso, è la previsione di un ribaltone delle percentuali di potere di questo o quel partito già dentro. Se la Meloni, facciamo un esempio, nel 2018 è entrata in parlamento con poco più del minimo dei voti sufficienti ora è più forte che mai mentre, all’opposto, Salvini molto probabilmente non avrà strada facile per stargli dietro. Ancor meno, a sinistra o centro o va a sapere, il Movimento 5 Stelle entrato giacobino e pronto ad aprire la famosa scatoletta del tonno in pochi mesi, diciamo così, s’è trovato per lo più a suo agio. E forse vien da dire meno male, visti molteplici danni dell’uno vale uno etc. che son sotto gli occhi di tutti, ne sappiam qualcosa noi torinesi. Meno male, dicevo, perchè almeno non siamo più costretti a farci incantare da altre nuove iniziative mal gestite come il “reddito di cittadinanza” o dalle mille vacue promesse sul far e dar giustizia a Taranto dove l’Ilva ha solo cambiato giacchetta ma tutto è rimasto uguale.

È notizia di questi primi giorni di agosto, a proposito del reddito di cittadinanza e di Torino, dell’ennesima milionaria truffa perpetrata, pare, proprio dall’interno degli uffici di qualche Istituto di Patronato/Caf che avrebbe mandato nel tempo numerose richieste all’INPS in favore di persone che nemmeno risiedono in Italia.

Insomma non volendo votare la Meloni, anche se tentati e non possiamo negarlo, finché le sinistre non si son alleate c’era davvero poco di cui star tranquilli. Infatti, si legge nel programma della coalizione di “ITALIA SOVRANA E POPOLARE”, essa è «unica alternativa al totalitarismo liberista, guerrafondaio e sanitario». Si noti la parola “sanitario” come, dati i tempi, sembra implicitamente dar contro alle misure che i governi Conte I e II e Draghi han portato avanti nella lotta contro il Covid.

Al di là delle proposte, condivisibili o meno , in tutto o in parte, la sinistra con questi partiti uniti (e non son pochi) che per anni però son rimasti lontani e divisi, dovrà cercare di parlare all’operaio e al disoccupato abbagliati entrambi ormai dall’Iphone da 1.000 € e dall’asciugacapelli da 300. Una lotta senza tregua nella calura estiva per accaparrarsi le 40.000 firme necessarie per presentarsi alle elezioni. E non sono gli unici. Come loro anche Adinolfi è, da tempo in verità, all’attacco fra gli ombrelloni delle spiagge dove ancora ci sono quei pochi che riescono a permettersi due giorni di ferie e quei tanti a casa che invece si devono accontentare di DAZN o di sognare Diletta Leotta.

Fra diletta Leotta e Mario Adinolfi o Marco Rizzo… bah, vedete voi insomma!

Cara Diletta per stavolta spero lei non si offenderà se si chiede agli italiani di non sognare lei ma un’Italia che dà valore al lavoro e alla dignità che porta con sé; che con i suoi governi non aiuti a fallire le piccole e medie imprese; che non fa propaganda giornalistica con termini insulsi come immigrati e immigrazione ma si pone il problema -insieme agli altri Stati- delle migrazioni forzate e dei migranti per necessità; un’Italia che ripudia la guerra e non la finanzia né la arma, perché armare un popolo a sfavore di un altro (o peggio ancora finanziarli e o armarli entrambi) è comunque uccidere; che smetta il malcostume dell’immunità a politici, Pubblici Ministeri e magistrati nefasti subdoli e a volte direttamente schifosi; non che molti giornalisti siano migliori e, quindi, che la stampa sia libera da loro perché il giornalismo torni a, almeno, non far vergognare i pochi che ancora ci credono. Eccetera.

Sarà questa l’Italia che vuole la sinistra della coalizione capitanata dalla professoressa Giovanna Colone, un’insegnante sospesa (pare) per aver rifiutato il vaccino contro il Covid? Beh, io non la conosco e spero -e son certo!- che non sia solo questo il suo merito, se merito è!, ma certo se è questa l’Italia che vuole non possiamo che essere d’accordo io credo. In buon accordo noi cittadini, ma una volta in Parlamento dovranno essere coesi e in sintonia d’intenti anche loro fra di loro, cosicché muti la storia della sinistra italiana (cioè forever disgiunti) ob torto collo mutando in favore della stabilità del sistema Italia altrimenti, quel che temiamo in molti, sarà l’ultima volta che il rosso potrà fiorire prima che il nero lo assorba definitivamente per chessò… magari un ventennio!