Vattimo, 9 gennaio 2018, parla della morte di Mario Perniola

di Gianni Vattimo.

Mario Perniola, scomparso prematuramente il 9 gennaio (era nato ad Asti nel 1941). Ho letto recentemente che il nostro pensiero era in contrapposizione, ma non è così.

Ha costituito una voce estremamente significativa e suggestiva della filosofia italiana degli ultimi decenni. Forse il solo intellettuale italiano capace di misurarsi con le tematiche filosofiche e socio culturali sviluppate negli stessi anni nella cultura francese, a cui Perniola è stato sempre prevalentemente legato.

Cultore dell’eredità di Bataille, del situazionismo, e specialmente vicino agli studi di Jean Baudrillard, ha portato nella sua considerazione della cultura e della società attuale gli elementi più vivi di queste varie eredità.

Fondatore e direttore di numerose riviste, tra cui l’ultima è stata Agalma, ha sempre rifiutato una pratica filosofica troppo attenta all’attualità; e tuttavia la sua passione teorica lo ha condotto a cercare di comprendere e analizzare aspetti anche estremi della condizione umana presente.

Poco tenero con la tematica del post-modernismo, vi ha tuttavia recato contribuiti originali, come per esempio con il libro “Il sex appeal dell’inorganico”.

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