L’ottico di Lampedusa.

“Troppe mani”, e un lutto duro da elaborare, se mai avverrà. Uscito con gli amici col  “Galata” per una battuta di pesca, l’ottico 50enne si ritrova accerchiato dai migranti, disperati che hanno solo le loro ossa, che bussano alle porte dell’Europa ricca ma egoista, accidiosa, in cerca di un destino meno amaro.

“Non avevo mai visto tanta gente in acqua. Braccia e gambe che si agitano convulsamente, pugni sfiorati, molti neri che balenano ora in superficie ora sott’acqua”.

Le certezze del cinquantenne agiato, borghese, che da Napoli ha scelto di vivere nell’isola, franano tutte, o quasi: è stata una sorta di iniziazione alla vita. Perché non sono riusciti a tirarli tutti a bordo e molti sono stati annegati, afferrati dalle onde nere.

“Sento ancora le dita della prima mano che afferrai. Il modo in cui si allacciarono alle mie, l’attrito delle ossa, la stretta così energica…”.

Emma-Jane Kirby è una giornalista della BBC4 (il canale radiofonico del network britannico), che ha trasformato il materiale per un suo programma in romanzo. Curiosamente il racconto muove dall’ascolto di una storia, come Hemingway a Cuba per il suo “Il vecchio e il mare”, da cui mutua alcune allegorie, che lasciamo al lettore trovare. Nello stile piano della grande tradizione del reportage (e della narrativa) di marca anglosassone, la giornalista ne ricalca i moduli rafforzandoli in un stile scarno, essenziale, in grado di dare pathos a ogni commedia umana del III Millennio.

“Lo spazio di coperta è gremito di corpi neri che vomitano e defecano uno sull’altro” richiama “I Miserabili” di Hugo, i ragazzini soli al mondo di Dickens, i “cani” di Vargas Llosa o di Manuel Rojas.

Emma-Jane Kirby.

Poetico, coinvolgente, lancinante”, ha scritto il Times. Commovente, umano, disperato, ma anche di grande forza comunicativa, diremmo noi. Ma quel che colpisce e conquista è la modulazione antiretorica di un tema, l’esodo biblico da altri mondi, su cui si dice, e si scrive, talvolta rimestando nell’umanitarismo posticcio e nei luoghi comuni. Che però la Kirby riesce a spogliare d’ogni orpello per restituircelo nudo e crudo, in tutta la sua potenza dialettica.

E come accade all’ottico, anche noi ne siamo turbati, e la nostra scala dei valori ne esce scossa, relativizzata. I sensi di colpa di Carmine sono anche i nostri, blindati nelle pseudo-certezze di vite apparenti della società liquida, dove quell’umanità che sgomita nella notte per salire a bordo ci immerge in un  crepuscolo culturale ed esistenziale su cui dovremmo aprire gli occhi, la mente, il cuore, posto che ne siamo ancora capaci.

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L’ottico di Lampedusa.

di EmmaJane Kirby

editore: Salani

anno: 2017

pagine: 208

EAN: 9788893810623

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